IN BREVE

Quando: dal 27/8/2011 al 4/9/2011

Dove: Daegu Corea

Pista: Sportflex Super X Perfomance

Campionati Mondiali di Atletica Leggera
(South Korea)

Che cosa hanno in comune  Mondo Spa, Daegu e Polimeri Europa? A prima vista la risposta potrebbe apparire alquanto ardua, ma in fondo, forse non lo è poi così tanto.

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Il puzzle

Diciamo la verità, tra il campione del mondo di corsa e l'azienda di Alba conosciuta ovunque per la produzione di pavimentazioni sportive (ma anche civili) il collegamento appare abbastanza naturale. Mondo è anche fornitore ufficiale delle piste e delle attrezzature per i campionati mondiali di atletica leggera che si svolgeranno a Daegu dal 27 Agosto al 4 Settembre 2011 e così anche un altro tassello del nostro puzzle è sistemato al posto giusto. Ma Polimeri Europa? La più grande azienda chimica italiana cosa ha a che vedere con l'atletica, le piste, i record e Daegu 2011? Adesso vi raccontiamo tutto, passo a passo.

I legami della chimica

È una mattina di luglio particolarmente afosa quando decidiamo di andare a San Donato Milanese, una cittadina praticamente attaccata al capoluogo lombardo, dove ha sede il quartier generale di Eni. A questo punto, direte: "ma come? Non vale! Un altro tassello!" In realtà questa volta il giallo lo risolviamo subito. Sono bastate due telefonate e un'occhiata al sito www.polimerieuropa.com per scoprire che l'azienda di cui stiamo parlando appartiene a Eni ed è per questo che adesso ci troviamo qui.
Una signorina dai modi gentili ci fa entrare e ci accompagna a incontrare Antonio Protopapa, direttore commerciale dell'azienda. Lui ci accoglie con un sorriso, ci offre un caffè, dei fantastici pasticcini e ci fa accomodare in una bella saletta. Tiriamo fuori il nostro taccuino per gli appunti e cominciamo così a chiacchierare.
- Cosa c'entra Polimeri Europa con l'atletica e le piste di Mondo? – Chiediamo per entrare subito nel merito del discorso.
- C'entra e anche tanto – risponde sorridendo l’ing. Protopapa. - I legami della chimica sono spesso sorprendenti. Pensi che il 2011 è addirittura l’anno internazionale della chimica e noi stiamo lavorando a una campagna che ha come claim proprio: chimica dei legami, legami della chimica. Ma torniamo a noi.  C'è chimica e ricerca ovunque, in gran parte degli oggetti che ci circondando. Anche lei in questo momento, probabilmente non lo sa, ma sta scrivendo con una penna che contiene nella parte morbida e gommosa su cui stringe le dita, un lontano parente delle piste Mondo. Vede, troppo spesso si associa la chimica all’inquinamento e le si attribuiscono solo connotazioni negative, ma ricordiamoci che il polietilene che sta alla base delle buste di plastica lasciate in giro da chi non si preoccupa di rispettare l’ambiente, serve anche per costruire delle valvole che si trovano nei cuori artificiali e che ogni giorno salvano migliaia di vite. Questo solo per citare due applicazioni”.

Correre sui polimeri

La risposta di Protopapa arriva completamente inaspettata, in effetti sarebbe impensabile immaginare un mondo senza plastica. La storia è interessante e ci incuriosisce particolarmente. Gli chiediamo così di continuare: “Partiamo dall'inizio – racconta -. Innanzitutto diciamo velocemente di cosa si occupa Polimeri Europa, così tutto apparirà più lineare. Bene, questa società ha tre campi d’interesse principali. Il polietilene, quella che viene chiamata comunemente plastica, gli stirenici che per semplificare chiamiamo polistirolo e infine gli elastomeri, gomma, pneumatici, piste di atletica, appunto. In pratica noi forniamo a Mondo i polimeri che sono alla base della pista su cui correranno i campioni a Daegu 2011, ma non solo. Potremmo parlare anche delle piste delle Olimpiadi 2004 di Atene, 2008 di Pechino e anche 2012 di Londra, solo per citare quelle più eclatanti”.

All’origine di tutto

A questo punto anche l’ultimo tassello del nostro fantomatico puzzle è sistemato. Però ormai siamo troppo curiosi e abbiamo deciso di conoscere fino in fondo il percorso che porta alla realizzazione di una pista di atletica. Adesso vogliamo sapere cose c’è dietro, anzi dentro, la superficie che a Daegu sarà calpestata dai piedi più veloci del mondo.
“Polimeri Europa, ha un grosso vantaggio – ci racconta Protopapa – Essendo parte di Eni, noi abbiamo accesso diretto a buona parte della materia prima che ci permette di creare i polimeri: partendo dal petrolio arriva, direttamente dalla raffineria, una base petrolifera che viene sottoposta al cracking, ovvero all’estrazione dei monomeri attraverso una speciale torre di distillazione chiamata cracker, proprio perché “sbriciola”. Poi, dai monomeri, nel nostro stabilimento di Ravenna, che tra l’altro è tra i più importanti d’Europa per la produzione delle gomme sintetiche, tramite un processo chimico, chiamato polimerizzazione, si ottengono i polimeri che avranno caratteristiche differenti a seconda dell’impiego a cui sono destinati”.
Abbiamo cercato di immaginare i polimeri che da Ravenna arrivano ai laboratori di Alba ma non ci siamo riusciti. Che forma hanno? In che modo arrivano agli stabilimenti Mondo? “Sono dei pani da 30 Kg, - racconta Protopapa – Noi mandiamo ad Alba i pani in un container con 20/22 pallet da 1.050 Kg ognuno. Teniamo presente che questa è una materia prima, così com’è serve a ben poco, ma è quella più importante per ottenere il risultato desiderato”.

In capo al Mondo

Ora ne sappiamo molto più di prima. Decisamente. Abbiamo conosciuto Polimeri Europa e abbiamo capito cosa sono le materie prime che vengono mandate a Mondo, ma a questo punto dobbiamo seguire il loro viaggio fino in fondo. Così andiamo ad Alba ad incontrare Gianpiero Gambino, il padre della pista Mondotrack FTX usata alle olimpiadi di Pechino e della pista Sportflex Super X Performance, protagonista di Daegu 2011. Gambino ci racconta cosa succede ai pani di polimeri una volta arrivate negli stabilimenti. “Per prima cosa, procediamo con il controllo qualità” racconta Gambino. Si tratta di un sistema che permette di valutare quella che gli addetti ai lavori chiamano viscosità di Mooney.
“La viscosità è un parametro fondamentale per la lavorazione – continua Gambino. – Da essa dipende la capacità di incorporare all’interno altri materiali che hanno alta consistenza e possono essere in polvere o liquidi e così via. Dalla viscosità dipendono la lavorabilità, la dispersione e le caratteristiche finali che avrà la pista”.

Dalla mescola alla pista

Una volta effettuato il controllo, Mondo compone una mescola aggiungendo ai polimeri appena arrivati, altri materiali: nerofumo, antiossidanti, acceleranti, additivi che migliorano, per esempio, la resistenza ai raggi UV per le piste outdoor, pigmenti per ottenere le varie colorazioni, ecc. Questi “ingredienti” dalla consistenza viscosa finiscono in un mescolatore chiuso (Banbury) che le miscela. “Si tratta di una specie di grande impastatrice” racconta Gambino. Una volta ottenuta la mescola, si passa a una fase successiva chiamata calandratura che serve a darle forma. Però attenzione. In questa fase la nostra pista non è ancora pronta. La mescola adesso deve essere vulcanizzata. Un’operazione che permette di fissare definitivamente la forma della gomma e “regolarne” il grado di elasticità. Una componente fondamentale per una pista di atletica.

Una pista da campioni

La restituzione della forza impiegata dal piede durante la falcata è agevolata proprio dal grado di elasticità che abbiamo dato alla gomma in fase di vulcanizzazione. Il fatto di produrre la nostra gamma di piste negli stabilimenti di Alba ha poi un vantaggio enorme. Noi siamo in grado di mantenere uno standard qualitativo elevato e, soprattutto, costante. Possiamo posare piste in qualunque parte del mondo e in qualunque periodo dell’anno, ma il risultato sarà sempre identico perché le superfici escono sempre dal nostro stabilimento. Viaggiano poi sotto forma di rotoli che hanno in sé tutte le caratteristiche che noi abbiamo studiato. Tutte le aziende concorrenti producono, invece, piste colate: in pratica vengono preparate sul posto utilizzando dei poliuretani; siccome la reazione chimica, che è alla base della catalizzazione dei poliuretani è influenzata dalla condizioni climatiche, questo tipo di piste non può garantire lo standard che invece noi garantiamo.
È proprio questo il motivo per cui siamo tutti certi che la nuova pista di Daegu 2011, dopo essere partita da Ravenna sotto forma di polimeri, aver visto la luce negli stabilimenti di Alba ed essere approdata sul suolo coreano, saprà emozionare il pubblico e gli atleti che parteciperanno ai campionati mondiali di Daegu 2011.

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