IN BREVE

Apertura: 22 agosto 2015
Chiusura: 30 agosto 2015
Nazioni partecipanti: 207
Atleti partecipanti: 1873
Discipline: 47

Campionati Mondiali di Atletica Leggera
(China)

I Mondiali di atletica leggera, come le Olimpiadi, richiedono piste eccezionali certificate dalla IAAF. Proprio come quella che Mondo ha installato nello Stadio Nazionale di Pechino.

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“Gli eventi mondiali IAAF continuano a beneficiare della qualità e dell’esperienza tecnica della Mondo. I manti sportivi Mondo sono riconosciuti a livello mondiale come avanguardia rivoluzionaria che è diventata palcoscenico di memorabili performance atletiche”,
Presidente IAAF

Continua la partnership tra Mondo e IAAF

Dal 22 al 30 agosto 2015, Pechino ha ospitato i Campionati del Mondo di Atletica Leggera. Un grande evento che Mondo ha vissuto da protagonista come fornitore ufficiale della pista dello Stadio Nazionale di Pechino (Bird's Nest). La qualità dei prodotti e il valore dell'esperienza tecnica dell'azienda cuneese sono stati più volte sottolineati dalla IAAF, che proprio durante i Mondiali di atletica ha annunciato il rinnovo della partnership con Mondo fino al 2024.

L’ente governativo mondiale dell’Atletica è orgogliosa di onorare Mondo come Fornitore Ufficiale della IAAF, e rinnovare questa storica partnership”, ha dichiarato il Presidente della IAAF nel periodo in cui si sono disputati i Mondiali. “Gli eventi mondiali IAAF continuano a beneficiare della qualità e dell’esperienza tecnica della Mondo. I manti sportivi Mondo sono riconosciuti a livello mondiale come avanguardia rivoluzionaria che è diventata palcoscenico di memorabili performance atletiche”.

Mondotrack, la pista di Mondiali e Olimpiadi

A conferma dei giudizi positivi espressi dal Presidente della IAAF, Mondo ha installato a Pechino una nuova pavimentazione Mondotrack, rossa come quella che nel 2008 fece registrare ben 5 nuovi record del mondo. La nuova superficie ha sostituito la vecchia pista olimpica, rimossa e installata in impianti comunali e strutture adiacenti allo stadio. I primi a beneficiare di questo rinnovamento sono stati gli atleti partecipanti alla 15esima edizione dei Campionati del Mondo di Atletica Leggera. Ma è giusto sapere che dietro le quinte di un progetto così importante c’è l’opera impeccabile della squadra Mondo. Un team che è stato in grado di portare a termine l’opera nonostante le difficili condizioni ambientali affrontate. “Prima di poter iniziare i lavori di rifacimento della pista, è stato necessario spalare il mezzo metro di neve che copriva completamente la superficie”. Ricorda Lorenzo Perona, Project Manager Track & Field di Mondo.

“Durante tutto l'inverno, infatti, era stata sparata della neve artificiale con dei cannoni, per permettere l'installazione di scivoli alti fino a 50 m che erano serviti a creare delle vere e proprie piste da sci”.

Un collante speciale

Liberata la superficie dalla neve, i tecnici hanno dovuto confrontarsi con un problema ben più serio: il freddo. “A Pechino abbiamo affrontato temperature basse di giorno e rigide di notte. Noi consideriamo fredde o medio/fredde temperature diurne che vanno dagli 8 ai 15 gradi, perché il nostro prodotto si riesce a posare con del normale collante solo a temperature comprese tra i 15 e i 18 gradi. In situazioni come quella di Pechino, con temperature fredde diurne e rigide notturne (sotto i 5 gradi), non si può più ricorrere a un normale collante, ne serve uno a presa rapida, contenente additivi speciali”, ricorda Perona. L'utilizzo di un collante a presa rapida influisce però anche sul metodo di installazione. “Durante un'installazione normale si procede con una media maggiore di superficie posata per volta. Con un collante speciale, per avere la stessa media di superficie posata, bisogna essere davvero esperti. Il collante speciale, infatti, necessita di 12 ore per diventare duro e pedonabile, ma già nel giro di un'ora, al massimo due, inizia a far presa. Il posatore ha quindi poco tempo a disposizione dal momento in cui miscela il collante a quello della posatura e del rivestimento”, spiega Perona.

Le coperte termiche

Per controllare il microclima attorno all'area d’installazione, i tecnici Mondo hanno dovuto proteggerla anche di notte. “Abbiamo impiegato delle coperte termiche, simili a quelle che in Formula 1 vengono utilizzate per proteggere le gomme delle auto. Si tratta di enormi coperte elettriche che non scaldano, ma permettono di mantenere la temperatura di superficie dell'asfalto simile a quella più bassa registrata durante il giorno, quindi mai sotto lo zero”, spiega Perona. In questo modo, quando i tecnici riprendono a lavorare la mattina, l'asfalto ha sì una temperatura bassa, ma è idoneo per essere rivestito da un collante di tipo rapido.

Un sottofondo di prima classe

Un altro problema da affrontare e risolvere in fretta, riguardava il sottofondo della pista dello Stadio Nazionale. Per ottenere la Certificazione Classe 1 dalla IAAF, nel dicembre del 2014 il sottofondo asfaltato della pista è stato completamente ricostruito, sotto la supervisione di Mondo. “Agli inizi di marzo, prima di avviare l’installazione della copertura sintetica, abbiamo eseguito una nuova ispezione per controllare le condizioni della base dopo il freddo inverno. Si è proceduto con piccole riparazioni e interventi di livellamento. Operazioni necessarie per rispettare la rigorosa tolleranza richiesta dalla IAAF per una pista di questo livello”, spiega Andrea Vallauri, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Mondo. Una meticolosa preparazione del sottofondo ha permesso alla pista di ottenere quelle caratteristiche di pendenza, planarità e uniformità necessarie per la certificazione.

La certificazione Classe 1

Per ottenere la Certificazione IAAF Classe 1, la nuova pista è stata sottoposta a controlli molto severi. In occasioni di questo tipo, come un Mondiale o un’Olimpiade, la IAAF esegue un primo site test che serve a misurare con precisione l'elasticità della gomma (shock absorption) per verificare che rientri nei parametri richiesti. Viene controllato anche lo spessore della gomma del manto: dovrà essere uniforme in ogni punto. Se il test fallisce, l'asfalto dovrà essere rifatto, ed è per questo che il lavoro del project manager e dei tecnici che si occupano del sottosuolo dev'essere impeccabile. “Quando diamo il benestare per la posatura, dobbiamo essere più che sicuri, perché vuol dire che verranno posati fino a 15.000 mq di superficie e non possiamo permetterci sorprese”, racconta Lorenzo Perona.

I test della IAAF

La certificazione di Classe 1 avviene a fronte di un test sul posto effettuato da un laboratorio esterno (nel caso di Pechino è stato svolto da Labosport, membro ufficiale dell’ISSS, organo internazionale di ricerca scientifica per le superfici sintetiche sportive), e di un test report di misurazione emesso di solito da chi effettua le segnature sulla pista. Il manto, infatti, arriva privo di segnature e a posa terminata, ci si trova di fronte a una superficie di un unico colore, senza alcun disegno. “A questo punto interviene il nostro marcatore, che dipinge le linee e produce un altro report. Ottenuti questi due rapporti, la IAAF valuta se fare un ulteriore controllo. Normalmente, ricordo ad esempio Pechino 2008, il controllo avviene congiuntamente con l'ente esterno di certificazione, che deve essere indipendente. Per i grandi eventi, oltre all'ente di certificazione esterno, sul luogo è sempre presente anche la IAAF”, ricorda Perona.

Un team certificato

Per riuscire a installare la nuova pista dello Stadio Nazionale di Pechino entro l'11 maggio 2015, data ultima per la chiusura dei lavori, Mondo si è affidata come sempre a dei team di posatori altamente qualificati, perché non tutti sono in grado di posare una superficie Mondo. “I nostri posatori sono certificati dall'azienda: hanno fatto un corso e hanno posato almeno un paio di piste insieme a dei nostri posatori esperti. Dopo cinque o sei piste installate, il loro lavoro viene valutato e, se sono interessati, vengono certificati ed entrano a far parte della nostra squadra”, spiega Lorenzo Perona. A Pechino, tre team di tecnici e posatori sono scesi in campo. “Siamo stati costretti a utilizzare più personale del previsto (circa 30 persone) perché il tempo di lavoro giornaliero a disposizione era davvero limitato a causa del grande freddo. Fortunatamente, non ci sono state troppe giornate piovose e tutto è filato senza problemi”, aggiunge Andrea Vallauri. Una squadra di posatori in media realizza 9.000 mq di superficie, e impiega tra i 25 giorni e un mese di tempo per completare il lavoro. Sia il team dei posatori, che quello dei marcatori è composto da due persone. La segnatura della pista, di solito, avviene in circa 7 giorni.

Ultimi dettagli

Entro metà maggio 2015 entrambe le piste nello Stadio Nazionale, e quelle nelle aree utilizzate per il riscaldamento, sono state completate e certificate IAAF. A giugno è stato organizzato un test event, durante il quale Mondo ha garantito la presenza di un proprio esperto per assistere alla competizione ed eventualmente intervenire se necessario. Due settimane prima dei Mondiali, c'è stata una nuova ispezione sul sito, eseguita da Mondo con lo scopo di controllare attentamente tutte le aree di competizione. “In quella fase abbiamo anche installato il materiale temporaneo nelle aree di collegamento, le zone miste, ecc... In modo da avere pronto il setup adeguato per la competizione”, ricorda Andrea Vallauri. Come in tutti i grandi eventi, Mondo è stata presente all’interno dello stadio anche durante i giorni dei Mondiali, per garantire così la regolare manutenzione e pulizia della pista.

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