IN BREVE

Inaugurazione stadio: 1984
Anno del primo campo sintetico: 2003
Dimensione terreno: 105 x 65 m
Proprietario dello stadio: Comune di Castellammare di Stabia
Capienza: 10.000 spettatori

Erba sintetica
(Italy)

Dopo 60 anni di attesa la Juve Stabia è tornata in serie B. Un successo importante per la formazione campana e per Mondo, che ha fornito alla squadra il campo in erba artificiale su cui è stata realizzata la storica impresa.

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Una festa per due

Quando il 19 giugno 2011 la squadra di calcio Juve Stabia ha vinto lo spareggio contro l’Atletico Roma meritandosi la promozione in Serie B, oltre alle migliaia di tifosi che hanno invaso le strade di Castellammare di Stabia anche a Gallo d’Alba molti hanno festeggiato. Se per la squadra campana, infatti, questa vittoria ha significato tornare nella serie cadetta dopo 60 anni di attesa, per Mondo, che ha fornito il campo in erba sintetica su cui gioca la squadra giallo blu, si tratta della prima volta nella serie B italiana. Il successo della Juve Stabia è stata una vera e propria sorpresa perché la società, che veniva dalla promozione dalla seconda divisione, aveva cominciato la stagione 2010/2011 con altri obiettivi. “Doveva essere una stagione di assestamento - conferma Clemente Filippi, direttore generale del club -. La scelta di un allenatore esperto della categoria (Prima Divisione, ndr) come Piero Braglia non era stata casuale, ma era stata fatta per cercare di gettare le basi. Tutto è arrivato in maniera più veloce del previsto e anche per questo è stato più bello”. Finita la festa, la Juve Stabia si è trovata a dover affrontare nuove sfide, compresa la ristrutturazione dello stadio, e a porsi gli obiettivi per la nuova stagione. “L’obiettivo è la salvezza - commenta Filippi -. Il mantenimento della categoria è fondamentale. Una volta raggiunta questa categoria così importante sarebbe un peccato perderla”.

Un campo a livello europeo

Il campo sintetico dello stadio Menti ha subito durante l’estate una serie di interventi di rifacimento, per renderlo adeguato agli ultimi parametri FIFA. Si tratta di un manto di erba sintetica Mondo di ultima generazione: Mondoturf NSF Monofibre 11 45 AE Star FTS. Grazie all’intaso prestazionale Ecofill, questo campo artificiale garantisce il rispetto della sicurezza e delle performance dei giocatori, omogeneità su tutta la superficie del gioco, un’eccellente risposta allo shock e un ritorno energetico controllato. Inoltre, assicura un minor assorbimento di calore e pieno rispetto dell’ambiente circostante. È come giocare sul migliore manto erboso naturale, che però dura di più nel tempo e resiste ad ogni tipo di condizione atmosferica.
“Con la posa di questo manto erboso, avvenuta nel 2009, abbiamo sostituito un altro campo sempre in erba sintetica, ma di vecchio stampo - commenta Giampaolo Gola, Responsabile Relazioni Esterne della Sport Division di Mondo -. Il vecchio campo, installato nel 2003, è stato sostituito perché non più a norma. Il nuovo manto ha ottenuto la certificazione FIFA 2 Star, che è il massimo a livello internazionale. La certificazione si ottiene installando un manto che sia stato testato prima in laboratorio e successivamente sul posto dopo l’installazione. Se in laboratorio si fanno test per verificarne la risposta, con macchine che simulano l’utilizzo medio di un campo, compreso l’invecchiamento e l’esposizione ai raggi ultravioletti, sul posto si fanno altre prove: controllo del rotolamento della palla, della torsione del piede, del rimbalzo verticale e angolare della palla e del livello di deformazione del manto sotto la spinta del piede dell’atleta. Si tratta di una serie di parametri che vengono testati per garantire la massima sicurezza dei giocatori e il pieno rispetto dei requisiti necessari per poterci giocare una partita di calcio”. L’ottimo lavoro svolto su questo campo è stato confermato dalla velocità con cui il Romeo Menti ha ottenuto la certificazione FIFA 2 Star dopo più di due anni di utilizzo.

Uno stadio adatto

Per essere in regola con la normativa del campionato di serie B, lo stadio dalla Juve Stabia, oltre al rifacimento del manto di erba sintetica, ha dovuto subire anche altri interventi. Uno di essi ha riguardato la sicurezza, con il potenziamento dell’impianto di video sorveglianza e il miglioramento dell’illuminazione esterna, per ottenere la giusta visibilità soprattutto durante le gare notturne. Non è stata modificata invece la recinzione interna allo stadio, già rinnovata in passato e ancora a norma per la serie B, ed è rimasta la gabbia per il settore dei tifosi ospiti. Un altro intervento ha riguardato gli spogliatoi sottostanti la tribuna, con la creazione di una sala antidoping e una sala prelievi provvista di doccia. Oltre alla capienza, ampliata fino a 10.000 persone, si è intervenuti anche sulla tribuna stampa, allargandola per garantire un notevole incremento delle postazioni per i giornalisti.

Il Campo sintetico è un vantaggio?

Malgrado molte squadre in Italia si allenino su campi sintetici e altrettante in Europa giochino su manti artificiali, intorno al loro utilizzo nel calcio rimane una certa diffidenza. Molti ritengono che un campo di erba artificiale possa procurare un numero maggiore di infortuni.
“Ci sono sempre stati dei pregiudizi - commenta Clemente Filippi -. Già quando installammo il primo campo sintetico si pensava che sarebbe stato causa di un numero maggiore di giocatori infortunati. Posso dire che con i campi di allora, di prima generazione, nei primi anni il numero di infortuni fu molto basso. Nella stagione 2003/2004, quando abbiamo raggiunto la promozione dal campionato di serie D, giocando sul campo artificiale, gli infortuni di tipo muscolare sono stati pochissimi. In tutti questi anni gli infortuni che abbiamo subito sono stati causati da altri fattori e non certo dal campo sintetico. Oggi la causa principale è il ritmo con cui si gioca, superiore al passato, e poco conta la superficie su cui si gareggia”. Un altro commento che si sente e si legge spesso è quello secondo cui chi gioca su un campo sintetico, quando gioca nel suo stadio, è avvantaggiato rispetto a chi gioca su un campo di erba naturale. “Si pensa che giocare su un campo in erba artificiale sia un vantaggio enorme. Non direi, visto che quest’anno abbiamo perso le prime due partite giocate in casa (contro Verona e Brescia, ndr). È possibile che nei primi 10 minuti di gara ci sia qualche problema di adattamento, ma dobbiamo pensare che oggi ogni società che si rispetti ha la possibilità di allenarsi su una superficie sintetica, perché per tutti c’è la necessità di potersi allenare anche con la pioggia e il gelo. Non credo ci siano dei vantaggi, l’unico a guadagnarci è lo spettacolo, perché le giocate e il ritmo sono più veloci rispetto a un campo naturale”, aggiunge Filippi. “Quando si gioca su un campo sintetico, cambia il modo di calciare la palla, che sicuramente circola con maggiore velocità” conferma Nazzareno Tarantino, attaccante della Juve Stabia.

Perché un campo sintetico?

Uno dei motivi per cui un club decide di abbandonare l’erba naturale per quella artificiale è senza dubbio la minor manutenzione e la maggior resistenza del campo.
“Lo stadio Menti ha abbandonato il campo in erba naturale nel 2003 e ha scelto uno sintetico soprattutto per motivi logistici - ricorda il direttore generale della Juve Stabia. Non essendoci molti campi da gioco nella zona di Castellammare di Stabia, la società aveva bisogno di una superficie che potesse resistere a lungo al continuo utilizzo dovuto agli allenamenti e alle partite ufficiali di tutte le squadre che si servono dello stadio comunale. L’erba naturale creava disagi in tal senso, mentre quella artificiale, oltre ad essere utilizzabile in ogni condizione atmosferica, ha portato benefici dal punto di vista della manutenzione”. Se è vero che la manutenzione di un campo sintetico è minima rispetto ad un campo naturale, è vero anche che quel minimo di lavoro va sempre fatto. È meglio spazzolarlo e decompattarlo ogni tanto per far sì che resti perfetto, soprattutto quando viene utilizzato tutti i giorni da decine di squadre. Con una spesa di 2/3 mila euro all’anno si è sicuri di mantenere il campo sintetico in perfetto stato e di non rischiare il suo deterioramento prima del tempo. “I terreni in erba artificiale che non sono ben curati ovvero non sono omologati, sono causa di innumerevoli problemi fisici - commenta Roberto De Filippis, preparatore atletico della Juve Stabia -. In particolare, negli atleti si accentuano problemi ai flessori. In generale, però, si riscontrano, svolgendo un buon lavoro di prevenzione, minori problemi alle caviglie e alle articolazioni. Il terreno in erba artificiale ti consente di allenarti anche in condizioni atmosferiche proibitive e in generale determina, nei calciatori, maggiore reattività”.

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