IN BREVE

Data di apertura: settembre 2010
Metri quadrati totali rinnovati: 2601 metri quadrati
Spesa complessiva della rimessa a nuovo: 1,5 milioni di dollari
Numero medio di utenti al giorno nel corso dell'anno accademico: 550 - 600
Pista: Mondo Sportflex
Aree polivalenti: Mondo Advance
Sala pesi: Mondo Sport Impact e piattaforme a intarsi
 

Architettura sportiva
(USA)

La University of Findlay, un istituto universitario privato di Findlay, nello stato dell' Ohio, conta oltre 4.600 studenti full-time e part-time e si distingue per il complesso ricreativo Koehler, 9383 metri quadrati, realizzato nel 1999. Un lato dell'edificio ospitava una pista di pattinaggio e un popolare centro cardio, mentre nell'altro lato si trovavano le strutture per le attività sportive dei team della University of Findlay, compresi quattro campi da pallacanestro, una pista indoor a sei corsie, buche di sabbia per il salto in lungo e una sala per il wrestling.

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Una guida d’eccezione

Nel 2010, in seguito a un sondaggio dal quale era emerso il desiderio degli studenti di godere di maggiori opportunità ricreative, la University of Findlay ha trasformato lo stadio del ghiaccio in un centro ricreativo e di fitness all'avanguardia per gli studenti. Secondo Bryan Golding, direttore dei servizi ricreativi della University of Findlay, gli amministratori hanno prestato particolare attenzione ai desideri degli studenti e per rinnovare l’edificio hanno scelto una pavimentazione in gomma di facile manutenzione, in grado di soddisfare le loro esigenze e di durare nel tempo.

Intervistare gli studenti

Dopo che la University of Findlay aveva interrotto i propri programmi interni di hockey maschile e femminile, alla metà degli anni 2000, la pista di ghiaccio del complesso Koehler veniva utilizzata di rado dagli studenti del campus. “Abbiamo organizzato un paio di eventi interni e qualche volta è stato concesso ai nostri studenti di pattinare sul ghiaccio. La pista veniva usata anche da leghe locali di hockey, ma il suo futuro era in forse anche per le difficoltà economiche dell'università", ha raccontato Golding. “Inoltre non esistevano spazi aperti a disposizione dei nostri studenti”.

Un sondaggio condotto tra circa 1000 laureandi e laureati nel novembre del 2008 ha espresso con chiarezza i desideri degli studenti: Il 76,4% ha dichiarato di non aver mai utilizzato la pista sul ghiaccio e il 77,6% di desiderare un centro ricreativo per il corpo studentesco in generale, non riservato a team sportivi o gruppi esterni.

Ai primi posti nella lista dei desideri degli studenti per il nuovo centro ricreativo spiccavano una parete per arrampicata su roccia (richiesta dal 65,9% degli intervistati), aree polivalenti per pallacanestro, pallavolo, tennis e badminton (60,7%), un angolo bar (54,8%), un 'area riservata agli studenti (51,3%), una sala prove per danza/aerobica (43,7%) e campi per racquetball (47,7%).

Inoltre gli amministratori si sono resi conto che i college e le università dei dintorni disponevano già di centri ricreativi per gli studenti, pertanto il rinnovamento della struttura avrebbe reso la University of Findlay più competitiva sul piano del reclutamento di futuri studenti.

Oltre al centro cardio esistente, nei progetti finali sono quindi rientrati una pavimentazione multifunzionale, una pista da walking/jogging a tre corsie, una sala pesi, una parete per arrampicata su roccia, un campo da racquetball, un'area riservata agli studenti, un ristorante/snack bar e un'area con poltrone lounge, tavoli da biliardo e ping-pong.

Da stadio del ghiaccio a centro ricreativo

La University of Findlay ha lo affidato allo studio di architettura RCM la trasformazione dello stadio del ghiaccio in centro ricreativo. Irvin Reinhart, progettista presso RCM, ha raccontato che l'incarico presentava notevoli sfide, tra cui trasformare uno spazio freddo e poco invitante in uno vivace ed entusiasmante, sistemare tutti gli elementi richiesti nello spazio disponibile, individuare una pavimentazione indoor in grado di resistere a tutti gli eventi sportivi e non sportivi previsti, come i banchetti e i concerti, senza necessità di protezioni particolari, garantire un'altezza uniforme della pavimentazione nelle diverse sezioni della struttura e completare la costruzione in soli cinque mesi.

La sfida più grande era però rappresentata dalla pista di ghiaccio stessa, che poggiava su una soletta di cemento di circa 10cm. Gli architetti erano preoccupati poiché il cemento era rimasto sotto il ghiaccio per quasi 11 anni e la soletta, nonché tutto ciò che si trovava al di sotto, poteva essere particolarmente umida, causando quindi problemi alla pavimentazione sportiva da installare in superficie. Così, dopo aver rimosso il ghiaccio, hanno perforato la soletta di cemento per circa 1,5 metri, raccogliendo dei campioni da sottoporre a test di umidità.

“Volevamo essere certi che sotto la soletta non vi fosse presenza di acqua”, ha spiegato Reinhart. “In caso contrario il vapore acqueo avrebbe continuato ad attraversare la soletta, arrivando anche a spezzare l'aderenza tra la soletta stessa e la pavimentazione sportiva, con conseguente formazione di bolle e dislivelli".

Mentre attendeva i risultati dei test di umidità, il team di costruzione è intervenuto in più punti per rendere il sottofondo perfettamente piano e uniforme. Una soletta non perfettamente piana non è un problema per una pista su ghiaccio, perché l'acqua si uniforma quando gela, ma è invece di fondamentale importanza per l’installazione di una pavimentazione sportiva. Fortunatamente solo un numero esiguo di sezioni del pavimento ha richiesto un intervento significativo di levigatura.

Dai risultati dei test è emerso che, sebbene la quantità di acqua sotto la soletta non fosse eccessiva, essendo rimasta sotto l'acqua per anni la soletta stessa continuava a presentare livelli elevati di umidità. Per garantire il rispetto dei tempi previsti per la costruzione, anziché attendere che la soletta si asciugasse, gli architetti hanno deciso di coprirla con una barriera epossidica, allo scopo di sigillare il cemento e garantire che il vapore acqueo non potesse risalire attraverso la soletta e danneggiare la pavimentazione sportiva.

Pavimentazione a lunga durata e di facile manutenzione

Prevedendo l'uso intenso della struttura da parte di studenti, insegnanti e personale, gli amministratori della University of Findlay erano consapevoli di dover scegliere per l'impianto sportivo una pavimentazione di lunga durata e di facile manutenzione, in grado di consentire lo svolgimento ottimale delle attività specifiche.

“Per la pista da corsa volevamo una pavimentazione duratura e non dannosa per ginocchia e stinchi, quindi ammortizzare con un buon grado di assorbimento degli urti”, ha spiegato Golding. "Lo stesso valeva per la pavimentazione polivalente dei campi da pallacanestro/pallavolo: doveva essere un prodotto in grado di durare e che non desse la sensazione di giocare sul cemento. Per la pavimentazione della sala pesi avevamo bisogno di una superficie in grado di supportare al meglio gli impatti, poiché sapevamo che l'avrebbero utilizzata i nostri team di atletica e, durante le sessioni di allenamento, la pavimentazione della sala pesi deve assorbire l'impatto con i pesi che vengono lasciati cadere”.

Kiefer Specialty Flooring, un rivenditore e installatore autorizzato di Mondo, ha collaborato con la University of Findlay per individuare la pavimentazione più adatta alle loro esigenze sportive. Kiefer ha quindi consigliato la pavimentazione in gomma Sportflex per la pista, la pavimentazione in gomma Advance per le aree polivalenti e Sport Impact e le piattaforme a intarsi per la sala pesi.

Gli amministratori della University of Findlay conoscevano già la pavimentazione in gomma Mondo, presente in due dei campi da pallacanestro e nella pista sull'altro lato del complesso. “La scelta è ricaduta immediatamente sulla pavimentazione Mondo, in quanto si tratta di un ottimo prodotto”, ha affermato Golding. “Abbiamo indetto un appalto per la pavimentazione, ma alla fine volevamo il meglio e Mondo è il meglio”.

Reinhart ha aggiunto, “Un fattore che ha contribuito alla nostra decisione è stata la scoperta che la pavimentazione in gomma Mondo non doveva essere coperta in occasione di grandi eventi o di manifestazione con distribuzione di cibi e bevande".

Uniformità e colore

La University of Findlay ha posto Mondo davanti a una sfida del tutto speciale relativamente alla pavimentazione della pista da corsa: ideare un colore personalizzato che si abbinasse all'arancione simbolo dell'università (cosa che Mondo ha saputo fare) e progettare le corsie della pista da corsa alternando nero e arancione, i colori ufficiali dell'istituto. In questo modo è stato possibile non soltanto dare all'impianto un look di grande effetto, ma anche eliminare la necessità di tracciare le strisce di demarcazione delle corsie sulla pista, che col tempo possono sbiadire e richiedere una riverniciatura.

Per RCM è stato vantaggioso poter usare prodotti di diverso tipo per la pista e per le aree dei campi principali, poiché oltre all'originalità dovuta ai diversi colori, le diverse finiture delle pavimentazioni costituiscono degli ausili visivi per gli utenti della struttura.

Ciò che preoccupava gli architetti era tuttavia l'installazione di una pavimentazione sportiva con spessori differenti. Garantire l'uniformità della pavimentazione in gomma avrebbe evitato problemi a livello di rifiniture e rischi legati alla possibilità di inciampare in corrispondenza dei punti di transizione. “Non siamo riusciti a trovare nessun altro produttore a parte Mondo in grado di offrirci tutti i tre tipi di pavimentazione sportiva che avevamo scelto e di renderli disponibili con spessori armonizzati", ha affermato Reinhart. “Senza Mondo saremmo stati costretti a collaborare con più produttori, le cui pavimentazioni avrebbero avuto tutte degli spessori del materiale leggermente diversi".

Un successo clamoroso

La nuova struttura ha aperto i battenti il 15 settembre 2010. Golding ha raccontato che gli studenti si sono dimostrati entusiasti e il livello di frequentazione è salito alle stelle. A un anno dall'apertura il numero di studenti, docenti e staff che utilizzavano il centro aveva già raggiunto quota 115.000.

Golding ha anche affermato che la University of Findlay è estremamente soddisfatta delle nuove pavimentazioni in gomma Mondo. “La adoriamo. È stata una scelta fantastica. Sia sul piano dell'utilizzo da parte degli studenti sia su quello della manutenzione e pulizia: è tutto perfetto”, ha affermato. “La superficie non si imbratta né si segna come ho visto accadere ad altre pavimentazioni in legno. Inoltre non dobbiamo riverniciarla o risigillarla ogni due anni, quindi i costi di manutenzione sono contenuti”.

Una struttura prestigiosa

La nuova struttura si è già guadagnata le luci della ribalta nel settore: a dicembre 2011 la American Sports Builders Association ha conferito al centro Koehler un riconoscimento in quanto sede sportiva polivalente di prim'ordine, sottolineandone l'eccellenza a livello di costruzione.

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